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Oggi come mai prima lo shopfront del negozio, e con esso quindi la vetrina, rappresenta uno dei principali strumenti per comunicare l’identità del punto vendita, della catena e del brand stesso. 

Le vetrine rivestono un ruolo fondamentale nel processo di vendita: possono persuaderci ad entrare in un determinato negozio, trasmettere emozioni ed allettarci spingendoci a varcare la soglia e fare acquisti. Devono essere attive, stimolare, portare all’azione, devono vendere il prodotto ancor prima che quest’ultimo ci si palesi fisicamente davanti.

Oggi come mai prima lo shopfront del negozio, e con esso quindi la vetrina, rappresenta uno dei principali strumenti per comunicare l’identità del punto vendita, della catena e del brand stesso. 

Le vetrine rivestono un ruolo fondamentale nel processo di vendita: possono persuaderci ad entrare in un determinato negozio, trasmettere emozioni ed allettarci spingendoci a varcare la soglia e fare acquisti. Devono essere attive, stimolare, portare all’azione, devono vendere il prodotto ancor prima che quest’ultimo ci si palesi fisicamente davanti.

Oggi come mai prima lo shopfront del negozio, e con esso quindi la vetrina, rappresenta uno dei principali strumenti per comunicare l’identità del punto vendita, della catena e del brand stesso. 

Le vetrine rivestono un ruolo fondamentale nel processo di vendita: possono persuaderci ad entrare in un determinato negozio, trasmettere emozioni ed allettarci spingendoci a varcare la soglia e fare acquisti. Devono essere attive, stimolare, portare all’azione, devono vendere il prodotto ancor prima che quest’ultimo ci si palesi fisicamente davanti.

Prima vi era la consuetudine di riempire il più possibile lo spazio a disposizione, esponendo merce a profusione e, nel frattempo, intossicando il passante bombardandolo di offerte, sconti, novità. Questo spesso affidandosi ad esperti del settore vetrinistico, al fine di presentare nel modo più accattivante possibile i prodotti sui quali si voleva catalizzare l’attenzione di potenziali clienti. 

Siamo arrivati all’eccesso, che ha portato inequivocabilmente ad un calo drastico dell’appetibilità dello spazio vetrina.

Noi davvero?

Prima vi era la consuetudine di riempire il più possibile lo spazio a disposizione, esponendo merce a profusione e, nel frattempo, intossicando il passante bombardandolo di offerte, sconti, novità. 

Questo spesso affidandosi ad esperti del settore vetrinistico, al fine di presentare nel modo più accattivante possibile i prodotti sui quali si voleva catalizzare l’attenzione di potenziali clienti. 

Siamo arrivati all’eccesso, che ha portato inequivocabilmente ad un calo drastico dell’appetibilità dello spazio vetrina.

Noi davvero?

Prima vi era la consuetudine di riempire il più possibile lo spazio a disposizione, esponendo merce a profusione e, nel frattempo, intossicando il passante bombardandolo di offerte, sconti, novità. Questo spesso affidandosi ad esperti del settore vetrinistico, al fine di presentare nel modo più accattivante possibile i prodotti sui quali si voleva catalizzare l’attenzione di potenziali clienti. 

Siamo arrivati all’eccesso, che ha portato inequivocabilmente ad un calo drastico dell’appetibilità dello spazio vetrina.

In primis non abbiamo un angolo visivo di 180°, ma al massimo di 124°, angolazione al margine della quale però non focalizziamo ciò che ci circonda ma solamente la sensazione del colore, che si riesce a distinguere a chiazze a 60°. Ci restringiamo a 40° ed iniziamo ad individuare simboli elementari. All’ampiezza di 20° oltre che questi ultimi sono leggibili le lettere, ma solamente ad un’angolazione di 2° si riconoscono definitamente i dettagli che costituiscono ciò che abbiamo davanti agli occhi. Infine, il centro del nostro campo visivo risulta quello su cui la nostra attenzione si concentra al 100%.

Non per ultimo, l’occhio è attratto da tutto ciò che è insolito, nuovo, fuori dall’ordinario: messaggi pubblicitari, televisivi, internet, visioni di tutti i tipi ci accompagnano in ogni momento della giornata. Un’immagine particolare però desta subito la nostra attenzione, ci colpisce a fondo e rapidamente.

In primis non abbiamo un angolo visivo di 180°, ma al massimo di 124°, angolazione al margine della quale però non focalizziamo ciò che ci circonda ma solamente la sensazione del colore, che si riesce a distinguere a chiazze a 60°. 

Ci restringiamo a 40° ed iniziamo ad individuare simboli elementari. 

All’ampiezza di 20° oltre che questi ultimi sono leggibili le lettere, ma solamente ad un’angolazione di 2° si riconoscono definitamente i dettagli che costituiscono ciò che abbiamo davanti agli occhi. 

Infine, il centro del nostro campo visivo risulta quello su cui la nostra attenzione si concentra al 100%.

Non per ultimo, l’occhio è attratto da tutto ciò che è insolito, nuovo, fuori dall’ordinario: messaggi pubblicitari, televisivi, internet, visioni di tutti i tipi ci accompagnano in ogni momento della giornata. Un’immagine particolare però desta subito la nostra attenzione, ci colpisce a fondo e rapidamente.

Noi davvero?

In primis non abbiamo un angolo visivo di 180°, ma al massimo di 124°, angolazione al margine della quale però non focalizziamo ciò che ci circonda ma solamente la sensazione del colore, che si riesce a distinguere a chiazze a 60°. Ci restringiamo a 40° ed iniziamo ad individuare simboli elementari. All’ampiezza di 20° oltre che questi ultimi sono leggibili le lettere, ma solamente ad un’angolazione di 2° si riconoscono definitamente i dettagli che costituiscono ciò che abbiamo davanti agli occhi. Infine, il centro del nostro campo visivo risulta quello su cui la nostra attenzione si concentra al 100%.

Non per ultimo, l’occhio è attratto da tutto ciò che è insolito, nuovo, fuori dall’ordinario: messaggi pubblicitari, televisivi, internet, visioni di tutti i tipi ci accompagnano in ogni momento della giornata. Un’immagine particolare però desta subito la nostra attenzione, ci colpisce a fondo e rapidamente.

È tenendo in considerazione questi fattori che abbiamo messo in atto la prima vera e propria rivoluzione nel campo della vetrina: l’abbiamo svuotata totalmente, lasciando spazio solo ed esclusivamente a ciò che conta davvero: la comunicazione.

Un messaggio unico, chiaro, ben distinto, che colpisce senza essere disturbante, che cattura l’attenzione senza divagazioni, che, in un’unica parola, COMUNICA.

Un cassonetto luminoso posto all’interno del vetro e ad esso addossato, fissato al soffitto e a pavimento, o anche in versione autoportante, resta fisso. Esternamente una grafica, stampata su pellicola ad alta resistenza, viene posata sul vetro in corrispondenza del perimetro del cassonetto interno, la cui luce porterà in evidenza l’immagine ed il relativo messaggio contenuto.

Massima efficacia attrattiva, massima versatilità di cambio messaggio/grafica (è sufficiente la rimozione della grafica esterna, senza necessità che l’addetto lavori dall’interno del negozio, e la sostituzione con la nuova – il tutto dura meno di un’ora), massima ottimizzazione economica (dovendo ristampare solo la grafica, infatti, i costi di cambio vetrina diventano minimi e soprattutto è possibile cambiare periodicamente il messaggio in base a cosa si vuole comunicare – offerte, novità, campagne stagionali, etc.).

È tenendo in considerazione questi fattori che abbiamo messo in atto la prima vera e propria rivoluzione nel campo della vetrina: l’abbiamo svuotata totalmente, lasciando spazio solo ed esclusivamente a ciò che conta davvero: la comunicazione.

Un messaggio unico, chiaro, ben distinto, che colpisce senza essere disturbante, che cattura l’attenzione senza divagazioni, che, in un’unica parola, COMUNICA.

Un cassonetto luminoso posto all’interno del vetro e ad esso addossato, fissato al soffitto e a pavimento, o anche in versione autoportante, resta fisso. Esternamente una grafica, stampata su pellicola ad alta resistenza, viene posata sul vetro in corrispondenza del perimetro del cassonetto interno, la cui luce porterà in evidenza l’immagine ed il relativo messaggio contenuto.

Massima efficacia attrattiva, massima versatilità di cambio messaggio/grafica (è sufficiente la rimozione della grafica esterna, senza necessità che l’addetto lavori dall’interno del negozio, e la sostituzione con la nuova – il tutto dura meno di un’ora), massima ottimizzazione economica (dovendo ristampare solo la grafica, infatti, i costi di cambio vetrina diventano minimi e soprattutto è possibile cambiare periodicamente il messaggio in base a cosa si vuole comunicare – offerte, novità, campagne stagionali, etc.).

È tenendo in considerazione questi fattori che abbiamo messo in atto la prima vera e propria rivoluzione nel campo della vetrina: l’abbiamo svuotata totalmente, lasciando spazio solo ed esclusivamente a ciò che conta davvero: la comunicazione.

Un messaggio unico, chiaro, ben distinto, che colpisce senza essere disturbante, che cattura l’attenzione senza divagazioni, che, in un’unica parola, COMUNICA.

Un cassonetto luminoso posto all’interno del vetro e ad esso addossato, fissato al soffitto e a pavimento, o anche in versione autoportante, resta fisso. Esternamente una grafica, stampata su pellicola ad alta resistenza, viene posata sul vetro in corrispondenza del perimetro del cassonetto interno, la cui luce porterà in evidenza l’immagine ed il relativo messaggio contenuto.

Massima efficacia attrattiva, massima versatilità di cambio messaggio/grafica (è sufficiente la rimozione della grafica esterna, senza necessità che l’addetto lavori dall’interno del negozio, e la sostituzione con la nuova – il tutto dura meno di un’ora), massima ottimizzazione economica (dovendo ristampare solo la grafica, infatti, i costi di cambio vetrina diventano minimi e soprattutto è possibile cambiare periodicamente il messaggio in base a cosa si vuole comunicare – offerte, novità, campagne stagionali, etc.).

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  • Lettere singole retroilluminate
  • Insegne in plexiglas scatolare
  • Bandiere
  • Lightbox piccolo e grande formato
  • Loghi tridimensionali luminosi

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